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Dopo tre anni di lavoro è nata ufficialmente l'associazione onlus, intitolata al magistrato scomparso un anno fa. Che partecipa anche alle normali regate

La riabilitazione a gonfie vele

Disabili sulle barche di «Eos Michele Dusi». E le differenze spariscono

Si chiama «Eos Michele Dusi». È' un'associazione Onlus, nata due settimane fa come «progetto di riabilitazione attraverso la pratica della vela». Il presidente Giacomo Murari Brà spiega che «la costituzione dell'associazione arriva dopo tre anni di lavoro, nei quali, partendo dall'idea che andare in barca a vela faccia bene, abbiamo cercato di mettere assieme fisioterapisti, velisti e disabili per fare sì che questi ultimi potessero praticare la vela». «Avevo - aggiunge - provato su di me che la vela è attività che fa bene fisicamente e, soprattutto, spiritualmente perché amplia gli orizzonti e permette di vivere un'energia naturale come il vento, che è lì a disposizione di tutti, in attesa di essere catturato nel miglior modo possibile».

E Roberto Valalta, che proviene dall'ambiente del ciclismo (è tuttora dirigente della Contri-Auto- zai e ha un incarico nel comitato regionale), appena avvicinatesi a questa esperienza, conferma: «Quando sei in barca a vela, è difficilissimo capire chi sia normo e chi disabile perché il lago tratta tutti allo stesso modo, chiede ed esige rispetto. Il disabile sa. ad esempio, timonare quanto un normale, muove randa e fiocco allo stesso modo. Il soggetto. insomma, è attivo non passivo: se non fa bene la funzione che gli è affidata, la barca non fila via bene. Ed anch'io ho scoperto che, in barca a vela, posso esprimere tutta la mia potenzialità e carattere». Il lavoro dell'Eos Miche­ le Dusi è «fatto da fisioterapisti come Monica Pazzaglia e Paola Bosio che hanno già esperienze con i disabili e conoscono, pertanto, i problemi che vanno affrontati». «L'idea», ricorda Murari Brà, «è stata di Michele Dusi. il magistrato scomparso un anno fa, nostro fondatore. E così fisioterapisti e disabili sono diventati velisti. Valerio Pighi è un istruttore di grande esperienza. Ora la nostra base societaria è composta da quattordici persone».

L'associazione segue due linee di attività. «C'è», riferisce il presidente, «la riabilitazione pura, che viene sviluppata nel corso della settimana dai fisioterapisti degli ospedali di Negrar e Malcesine, con i pazienti di questi ospedali. E' un'attività che si svolge solo d'estate, quando le condizioni meteorologiche lo permettono: è, insomma, una vela al servizio del paziente».

Poi, c'è la parte sportiva. «L'abbiamo pensata», spiega Murari Brà, «per coinvolgere altri disabili attivi nello sport. Con questi, l'attività in barca a vela si svolge, prevalentemente, nei fine settimana, tra serate di teoria, uscite di allenamento e partecipazione a vere e proprie regate. Il punto in più che ha la nostra attività sportiva rispetto ad altre che riguardano i disabili è che i nostri equipaggi partecipano a normali regate. Al campionato invernale di Bardolino abbiamo colto un secondo posto».

L'Eos Michele Dusi proprietaria di due barche, «ottenute grazie ai contributi della Regione Veneto, dell'Ulss 20, della Fondazione Cariverona e della Banca Popolare»: una è piccola, una J24, da cinque persone (in genere, due disabili e tre normali), mentre l'altra è una Proteus 90 da otto persone (quattro disabili e quattro normo). «L'equipaggio», precisa Murari Brà, «può essere, a volte, variato per navigare in condizioni di assoluta sicurezza», (r.p.)

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