“Emozioni” è un progetto del tutto differente dalle imbarcazioni accessibili per diversamente abili attualmente disponibili sul mercato. La differenza sostanziale risiede nel fatto che fino ad ora il disabile dovesse utilizzare delle imbarcazioni anguste, pesanti, scomode e poco emozionanti. Per rendere tali natanti sicuri e anti-rovesciamento, infatti, i progettisti hanno dovuto creare uno scafo estremamente pesante, con un bulbo in piombo integrato nella deriva, come nelle grandi imbarcazioni, e collocare il disabile al di sotto del livello di galleggiamento per abbassare ulteriormente il baricentro della chiglia. Il risultato è che queste scelte tecniche hanno portato ad un’imbarcazione di due o tre quintali, che relazionata all’esigua superficie velica, la rende lenta, difficilmente manovrabile e molto poco godibile. Il posto di guida è difficilmente raggiungibile per un disabile, poiché tutto il corpo, ad eccezione della parte superiore del tronco, deve essere letteralmente infilato nella chiglia. Questa posizione, tra l’altro, impedisce al disabile di percepire la pressione del vento sul corpo, rendendo la navigazione meno divertente e, soprattutto per i timonieri con ridotte capacità visive, assolutamente meno efficace. Nonostante vi sia una pompa di sentina che impedisce l’allagamento del posto di guida, inoltre, la persona che conduce l’imbarcazione è costantemente alloggiata in un ambiente ristretto e bagnato, il che rende la navigazione scomoda e possibile solo per tempi limitati. Per ultimo, il timoniere è collocato in posizione semi sdraiata in un sedile avvolgente. Tale situazione annulla completamente ogni possibilità di controllo attivo sulla muscolatura residua del tronco, riducendo drasticamente il beneficio terapeutico che da questa disciplina si può trarre in gran misura. Per quanto riguarda la gestione di tali imbarcazioni, essa risulta non poco problematica a causa della mole delle stesse. L’alaggio è permesso esclusivamente tramite l’utilizzo di una gru, il che rende lenta la preparazione e limita l’utilizzo dei natanti ai circoli attrezzati ed il trasporto su carrello risulta complesso e oneroso. Il costo di tali natanti parte da 20 000 € e richiede spese di gestione del circolo pari a quelle delle grandi imbarcazioni.
Per contro, su “Emozioni”, il timoniere siede su una comoda sedia, regolabile a seconda delle esigenze e della patologia, collocata nel mezzo della coperta. Tutto il corpo è libero nei movimenti ed immerso nel vento, a seconda della muscolatura residua è possibile fissarsi diversamente al seggiolino tramite cinghie addominali o, anche, dorsali. Questo permette ai fisioterapisti di pensare a diverse soluzioni relativamente al tipo di patologia, per sfruttare al meglio le potenzialità del disabile e garantire un efficace esercizio di controllo del tronco. La posizione garantisce, inoltre, una visuale ampia ed emozionante, unita ad un pieno controllo visivo della velatura e delle imbarcazioni vicine. L’imbarcazione è realizzata in vetroresina per un peso complessivo di circa 100 Kg, è leggera e scattante, risponde istantaneamente alle manovre e alle regolazioni a causa della limitata inerzia. E’ stata testata dall’istruttore nelle situazioni più critiche ed ha sempre risposto in totale sicurezza. Il suo utilizzo da parte dei disabili, dei normodotati e dei bambini ne ha sottolineato le caratteristiche che la rendono unica, sicura, del tutto fruibile. La gestione di “Emozioni” è semplificata dal fatto che la deriva mobile consente ad una sola persona di calare la barca manualmente dallo scivolo, i limitati peso ed ingombro ne consentono il trasporto su un carrello stradale anche di due esemplari alla volta. Queste caratteristiche ne permettono l’utilizzo anche sulle spiagge e nei circoli non attrezzati con le gru.
Le operazioni di alaggio risultano di conseguenza più veloci, consentendo la facile gestione delle flotte. Una volta piegati gli scafi, “Emozioni” occupa lo spazio di una piccola deriva con conseguente risparmio delle spese di parcheggio. Una volta ammortizzato il costo dello stampo, sarà possibile produrre un esemplare di “Emozioni” attrezzato, con soli 10 000€.
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Integrazione
A differenza di altri sport riservati a persone disabili, la navigazione a vela praticabile attraverso l’utilizzo di “Emozioni”, è possibile sia in autonomia, con un disabile per barca, sia in coppia con un normodotato. Il disabile controllerà la barca attraverso l’utilizzo del timone e l’azionamento della randa, mentre il prodiere abile, garantirà il corretto assetto della barca attraverso lo spostamento del suo peso sulle terrazze laterali, installabili tra gli scafi esterni e controllerà il fiocco (la seconda vela). Questo connubio garantisce una formidabile integrazione tra i disabili ed i normodotati poiché, in pochi metri quadrati, essi si trovano a collaborare per raggiungere un fine comune, in perfetta parità e talvolta il volontario abile si trova ad essere “comandato” dal compagno disabile. E’ una situazione capovolta, che vede il diversamente abile ricoperto di un compito di primaria importanza, dal quale dipende l’esito della prova, con importanti riflessi sulla di lui autostima, spesso altrimenti compromessa. Anche in altri sport si può trovare un’integrazione tra l’abile ed il disabile, ma in tali situazioni, il normodotato deve rinunciare alle proprie abilità per mettersi a pari livello, per esempio partecipando al gioco su una sedia a rotelle o, come nel caso delle altre imbarcazioni per disabili, sedendosi all’interno di seggiolini angusti che lasciano ben poche libertà ai movimenti.
Il compito del timoniere, quando impegnato in una prova di regata, è quello di interpretare il vento, studiare la tattica ed eseguire le manovre con sensibilità ed accuratezza mentre quello del prodiere è di cercare l’assetto della barca muovendosi con agilità e prontezza da una parte all’altra dello scafo, di accertarsi dell’efficienza delle vele e di controllare gli avversari nel campo di regata.Ognuno è libero di sfruttare le sue doti, nessuno si deve “abbassare” al livello dell’altro, è un perfetto binomio di competenze.
Un altro punto relativo all’integrazione, è quella che si può raggiungere su “Emozioni” se si pensa di coinvolgere i diversi modi di essere disabili. L’ampio spazio in coperta permette di attrezzare il posto di guida a seconda della patologia; non solo comandi alle mani per paraplegici ma anche ad una mano ed un piede per emiplegici, seggiolini avvolgenti e comandi servoassistiti per tetraplegici, nessun ausilio e massima libertà per psichici, o non vedenti o semplicemente per bambini o per normodotati che vogliono divertirsi su un mezzo sicuro che non richiede eccessiva tecnica per “stare a galla”. E’ una barca utilizzabile da tutti, personalizzabile, economica ed estremamente versatile.
L’associazione Eos – Michele Dusi – Onlus ha da sempre operato con persone disabili e normodotate di tutte le nazionalità. I pazienti dell’ospedale “Sacro Cuore” di Negrar (VR) vengono spesso da diverse parti d’Europa e del mondo, (vedi anche: http://www.eosvela.it/news/5-11-06.htm) e l’Associazione collabora attivamente con l’aviosuperficie Monte Baldo gestita dai tedeschi Walter Eisele e Martin Müller (www.monte-baldo.de) che permette ai disabili di provare l’emozione del volo. Diversi loro connazionali diversamente abili hanno scoperto la barca a vela e mostrato interesse per il progetto fino a dirsi disponibili a creare un gruppo velico gestito e frequentato da persone di nazionalità soprattutto europea qualora “Emozioni” fosse disponibile.
Altre associazioni europee sono, inoltre, interessate al progetto “Una flotta di emozioni”, grazie, sopratutto alle conoscenze ed i rapporti intrapresi da un socio di Eos, Erwin Linthout, con le flotte di J24 e J80 in Francia, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti ed alla collaborazione con Andrea Stella.
Il progetto “Una flotta di Emozioni” ha già ottenuto un importante appoggio finanziario dalla Fondazione Cariverona e attende una valutazione da parte della Regione Veneto. Il comune di Brenzone e la Provincia di Verona, inoltre, si sono detti disponibili ad appoggiare la causa. Anche Andrea Stella, famoso velista paraplegico, ha provato “Emozioni”, dicendosi molto soddisfatto e disponibile a promuovere il progetto in occasione di eventi di importanza mondiale tra i quali il Salone della Nautica di Genova.
Obiettivo del progetto, oltre alla realizzazione della flotta, è l’organizzazione di corsi teorici e pratici che permettano ai disabili di conseguire un adeguato livello di competenza circa l’arte della navigazione a vela, tale da permettere la conduzione di un natante in completa autonomia. Verranno formati anche i volontari che intenderanno accompagnare i disabili sia sulla navigazione a vela che sulle principali tecniche di gestione e mobilitazione delle persone con limitate capacità motorie.
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Continuità
Il progetto “Una flotta di Emozioni” contiene al suo interno un potenziale di innovazione che non è possibile esaurire con la fase iniziale di realizzazione dei primi quattro esemplari. L’estensione naturale dello stesso sarà, infatti, la distribuzione di tale imbarcazione alle altre associazioni del Lago di Garda che, già da tempo, hanno mostrato un notevole interesse e quindi la costituzione di veri e propri campionati zonali.
Quasi contemporaneamente si potranno soddisfare anche le richieste delle associazioni collocate sulle coste nazionali e delle nostre partners in Francia, Inghilterra e negli Stati Uniti.
Sarà allora possibile prevedere trasferte nazionali ed internazionali con lo svolgimento di veri e propri campionati in territorio Europeo.
È iniziato ieri il circuito VW EOS, quattro giornate di
regate (le altre date sono il 9 e 30 giugno e il 7 luglio) a
Castelletto di Brenzone. La manifestazione è organizzata EOS la vela
per tutti, associazione fondata dal compianto Michele Dusi per
permettere alle persone tetraplegici di praticare la vela. EOS è
presieduta da Giacomo Murari Brà: «Oltre alla sponsorizzazione VW, la
casa automobilistica tedesca che sostiene questa attività, è
fondamentale l'apporto del Circolo nautico Brenzone, e degli armatori
della classe J 24 - spiega Murari Brà - . La formula della EOS VW Cup
prevede regate con imbarcazioni della classe J24, che schiereranno un
disabile al timone e un equipaggio composto da volontari, velisti e
fisioterapisti».
L'associazione EOS, che utilizza la vela con finalità
sia riabilitative che sociali, ha al suo attivo, tra l'altro, anche la
partecipazione al Campionato italiano J 24 che si è disputatato nel
2006 a Cala Galera. (l.b.)
Michele Dusl, II compianto skipper che fu promotore Sul Garda della vela per disabili
«Navigando con gli amici» è lo slogan dell'ottava edizione del convegno «Navigando nel grande mare della solidarietà» che ogni anno sul Garda raggnippa le associazioni e le strutture che utilizzano la vela come momento di aggregazione o come terapia.
Quest'anno l'appuntamento è fissato a Salò, sulla riviera bresciana, nelle giornate del 23, 24 e 25 aprile prossime.
L'iniziativa avrà il patrocinio della Regione Lombardia e dell'assessorato allo sport del Comune di Salò, mentre l'organizzazione sarà curata dal circolo vela Gargnano, dalla canottieri Garda, dalla Riviera dei Limoni, Glacom, Voice System, Clandesteam Challenger e Brandportal.
Questa volta a raccontare di se stessi e delle loro esperienze saranno coloro che hanno portato in barca i diversamente abili.
Il confronto sarà tra skipper, terapisti, infermieri, medici, istruttori, ruoli che molto spesso si sono mescolati nel progetto di integrazione che ha portato all'eccezionale risultato di vedere questi atleti gareggiare ad armi pari con le flotte più agguerrite nelle varie competizioni, non solo gardesane.
Il programma di «Navigando 2004» si aprirà la sera del 23 aprile con un concerto nelle sale del Comune di Salò. Il 24 aprile, alle 9.30, sarà la volta del dibattito con spettatori i ragazzi di alcune scuole delle medie superiori.
I progetti presentati saranno quelli dell'associazione veronese «Eos, la vela per tutti» fondata dal compianto giudice Michele Dusi, un appassionato velista che non rinunciò alla sua grande passione dopo essere rimasto costretto su una carrozzella a causa di un incidente, anzi diventò skipper sempre più forte e si fece promotore di iniziative per favorire l'attività sportiva, e soprattutto nautica, dei disabili. Altre esperienze illustrate saranno quelle di «Hyak», «Ben Leya e Farmacosofia», degli Ìstruttori dell'equipaggio di non vedenti campione del mondo, «Bsi 2002» e altri ancora.
Domenica 25 aprile al largo di Gargnano si disputerà la regata «Porta in barca un amico» e «Ricordando Pam e Michele».
Le varie flotte saranno composte da atleti diversamente abili che saranno affiancati da timonieri di valore nazionale, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti e personalità.
Le flotte in gara saranno quelle dei Dolphin della Pedrini Cup, gli Asso 99 ed i J24 di «Eos la vela per tutti», i Protagonist di Ben Leva e Farmacosofia e di Gigi Bertanza, skipper del club velico di Homerus, campione del mondo non vedenti del 2002 nelle regate della Blind Sailing International.
Brenzone. Si è chiusa con una regata dimostrativa, che si è disputala al largo di Castelletto, il corso di vela riservato a persone tetraplegiche che è stato attivato dall'associazione Eos la vela per tutti, in collaborazione con la classe velica J24, la facoltà di scienze motorie dell'Università di Verona, lo Yacht club Verona, il Circolo nautico Brenzone e un gruppo di fisioterapisti dell ospedale Sacro Cuore di Negrar.
«Questa attività ha come principale obiettivo l'utilizzo della barca a vela come strumento di risocializzazione e riabilitazione per disabili fisici», spiega il giudice Michele Dusi, uno dei promotori dell'iniziativa. «Per l'immediato futuro è in programma l'acquisto di una nuova imbarcazione che verrà utilizzata da un'equipe di fisioterapisti dell'ospedale Sacro Cuore di Negrar appositamente addestrati dall'associazione Eos, per la riabilitazione di pazienti tetraplegici. Da quest'anno inoltre collaborerà con noi la campionessa di Castelletto Federica Salvà che sarà Impegnata nella veste di coordinatore. Istruttrice e skipper. A questa iniziativa hanno aderito anche importanti istituti di credito veronesi che ci appoggeranno finanziariamente».
«Le lezioni teoriche si tengono nella sede dello Yacht club Verona, mentre per le uscite in barca la base e quella del Circolo nautico Brenzone», spiega il presidente della classe J24 Erwin Linthout. «A coronamento di questa prima stagione è stata organizzata la prima regata che abbiamo intitolato "Free Wind", vento libero. Si è imposto Stefano Paoli su Ita 424 Kismet, seguito al secondo posto da Michela Brunelli su Ita 449 Jet Lag . Terza piazza per Maddalena Ambrosini su Ita 433 Eos. Tutti e tre i ragazzi hanno svolto il ruolo di timonieri. Questo corso, infatti, ha tra l'altro la finalità di fornire agli allievi un livello di preparazione che consenta loro di condurre l'imbarcazione e di coordinare le manovre del l'equipaggio».
«Questa attività sportiva ha grandi potenzialità riabilitative», riprende Dusi. «io stesso dopo l'incidente che mi ha privato dell'uso delle gambe ho avuto grandi benefici praticando la vela. Navigare a vela un modo di muoversi affascinante e in sintonia con la natura; è sensazione pura».
Dusi è impegnato anche sul fronte legislativo in favore della modifica del decreto legislativo del Presidente della Repubblica 431/1997 che impedisce il conseguimento e il rinnovo della patente nautica a chiunque non sia normodotato. «Ciò è in contrasto con le normative nazionali ed europee che sanciscono il diritto all'uguaglianza e all'integrazione dei portatori di handicap», afferma Dusi.
Si chiama «Eos Michele Dusi». È' un'associazione Onlus, nata due settimane fa come «progetto di riabilitazione attraverso la pratica della vela». Il presidente Giacomo Murari Brà spiega che «la costituzione dell'associazione arriva dopo tre anni di lavoro, nei quali, partendo dall'idea che andare in barca a vela faccia bene, abbiamo cercato di mettere assieme fisioterapisti, velisti e disabili per fare sì che questi ultimi potessero praticare la vela». «Avevo - aggiunge - provato su di me che la vela è attività che fa bene fisicamente e, soprattutto, spiritualmente perché amplia gli orizzonti e permette di vivere un'energia naturale come il vento, che è lì a disposizione di tutti, in attesa di essere catturato nel miglior modo possibile».
E Roberto Valalta, che proviene dall'ambiente del ciclismo (è tuttora dirigente della Contri-Auto- zai e ha un incarico nel comitato regionale), appena avvicinatesi a questa esperienza, conferma: «Quando sei in barca a vela, è difficilissimo capire chi sia normo e chi disabile perché il lago tratta tutti allo stesso modo, chiede ed esige rispetto. Il disabile sa. ad esempio, timonare quanto un normale, muove randa e fiocco allo stesso modo. Il soggetto. insomma, è attivo non passivo: se non fa bene la funzione che gli è affidata, la barca non fila via bene. Ed anch'io ho scoperto che, in barca a vela, posso esprimere tutta la mia potenzialità e carattere». Il lavoro dell'Eos Miche le Dusi è «fatto da fisioterapisti come Monica Pazzaglia e Paola Bosio che hanno già esperienze con i disabili e conoscono, pertanto, i problemi che vanno affrontati». «L'idea», ricorda Murari Brà, «è stata di Michele Dusi. il magistrato scomparso un anno fa, nostro fondatore. E così fisioterapisti e disabili sono diventati velisti. Valerio Pighi è un istruttore di grande esperienza. Ora la nostra base societaria è composta da quattordici persone».
L'associazione segue due linee di attività. «C'è», riferisce il presidente, «la riabilitazione pura, che viene sviluppata nel corso della settimana dai fisioterapisti degli ospedali di Negrar e Malcesine, con i pazienti di questi ospedali. E' un'attività che si svolge solo d'estate, quando le condizioni meteorologiche lo permettono: è, insomma, una vela al servizio del paziente».
Poi, c'è la parte sportiva. «L'abbiamo pensata», spiega Murari Brà, «per coinvolgere altri disabili attivi nello sport. Con questi, l'attività in barca a vela si svolge, prevalentemente, nei fine settimana, tra serate di teoria, uscite di allenamento e partecipazione a vere e proprie regate. Il punto in più che ha la nostra attività sportiva rispetto ad altre che riguardano i disabili è che i nostri equipaggi partecipano a normali regate. Al campionato invernale di Bardolino abbiamo colto un secondo posto».
L'Eos Michele Dusi proprietaria di due barche, «ottenute grazie ai contributi della Regione Veneto, dell'Ulss 20, della Fondazione Cariverona e della Banca Popolare»: una è piccola, una J24, da cinque persone (in genere, due disabili e tre normali), mentre l'altra è una Proteus 90 da otto persone (quattro disabili e quattro normo). «L'equipaggio», precisa Murari Brà, «può essere, a volte, variato per navigare in condizioni di assoluta sicurezza», (r.p.)
Michele Dusl, II compianto skipper che fu promotore Sul Garda della vela per disabili
«Navigando con gli amici» è lo slogan dell'ottava edizione del convegno «Navigando nel grande mare della solidarietà» che ogni anno sul Garda raggnippa le associazioni e le strutture che utilizzano la vela come momento di aggregazione o come terapia.
Quest'anno l'appuntamento è fissato a Salò, sulla riviera bresciana, nelle giornate del 23, 24 e 25 aprile prossime.
L'iniziativa avrà il patrocinio della Regione Lombardia e dell'assessorato allo sport del Comune di Salò, mentre l'organizzazione sarà curata dal circolo vela Gargnano, dalla canottieri Garda, dalla Riviera dei Limoni, Glacom, Voice System, Clandesteam Challenger e Brandportal.
Questa volta a raccontare di se stessi e delle loro esperienze saranno coloro che hanno portato in barca i diversamente abili.
Il confronto sarà tra skipper, terapisti, infermieri, medici, istruttori, ruoli che molto spesso si sono mescolati nel progetto di integrazione che ha portato all'eccezionale risultato di vedere questi atleti gareggiare ad armi pari con le flotte più agguerrite nelle varie competizioni, non solo gardesane.
Il programma di «Navigando 2004» si aprirà la sera del 23 aprile con un concerto nelle sale del Comune di Salò. Il 24 aprile, alle 9.30, sarà la volta del dibattito con spettatori i ragazzi di alcune scuole delle medie superiori.
I progetti presentati saranno quelli dell'associazione veronese «Eos, la vela per tutti» fondata dal compianto giudice Michele Dusi, un appassionato velista che non rinunciò alla sua grande passione dopo essere rimasto costretto su una carrozzella a causa di un incidente, anzi diventò skipper sempre più forte e si fece promotore di iniziative per favorire l'attività sportiva, e soprattutto nautica, dei disabili. Altre esperienze illustrate saranno quelle di «Hyak», «Ben Leya e Farmacosofia», degli Ìstruttori dell'equipaggio di non vedenti campione del mondo, «Bsi 2002» e altri ancora.
Domenica 25 aprile al largo di Gargnano si disputerà la regata «Porta in barca un amico» e «Ricordando Pam e Michele».
Le varie flotte saranno composte da atleti diversamente abili che saranno affiancati da timonieri di valore nazionale, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti e personalità.
Le flotte in gara saranno quelle dei Dolphin della Pedrini Cup, gli Asso 99 ed i J24 di «Eos la vela per tutti», i Protagonist di Ben Leva e Farmacosofia e di Gigi Bertanza, skipper del club velico di Homerus, campione del mondo non vedenti del 2002 nelle regate della Blind Sailing International.
Luca Belligoli
Sport & Disabili, il progetto «La vela per tutti» aiuta i paraplegici
Eos, il vento della solidarietà protagonista alla Centomiglia
Gargnano. Il progetto «Eos la vela per tutti», nato due anni fa da un'idea dello skipper veronese Michele Dusi per dare la possibilità di praticare la vela a chi è costretto a spostarsi su una sedia a rotelle, sarà protagonista della Cento Week, la serie di eventi che precedono la Centomiglia, la regata più prestigiosa del Garda che quest'anno è giunta alla 52° edizione.
Dal 2 al 5 settembre due imbarcazioni targate «Eos» a Gargnano parteciperanno alle regate della «100 Week Ras Cup», riservate al monotipo J24, la barca più diffusa al mondo. Giovedì 5 inoltre è prevista anche la «Eos Cup» alla quale prenderà parte tutta la flotta dell'iniziativa sportivo-terapeutica che ha come base il Circolo nautico Brenzone. Sabato 7 settembre la Centomiglia.
Al progetto «Eos» fin dalle prime battute hanno partecipato tre fisioterapisti dell'ospedale Sacro Cuore di Negrar, cinque pazienti di quella struttura ospedaliera (tre ragazze e due ragazzi) e lo skipper trentino Gianni Torboli, che però ha interrot to questa esperienza dopo qualche mese a causa dì altri impegni sportivi; le barche, due J24, le misero a disposizione Maurizio Cimetti ed Erwin Linthout che si sono occupati di organizzare le lezioni pratiche, quelle teori che invece si svolsero nella sede dello Yacht club Verona.
«Da allora abbiamo fatto molta strada», afferma Dusi «e abbiamo dimostrato che praticare la vela può dare ottimi risultati sotto l'aspetto riabilitativo. Un disabile quando sale in barca è costretto a muoversi senza l'ausilio della sedia a rotelle e pertanto deve ef fettuare movimenti e misurarsi con un ambiente molto diverso da quelli che fa e frequenta abitualmente; questa attività da notevoli benefici fisici, in crementa il tono muscolare ma ha anche positive implicazioni psicologiche e sociali. Oltre all'unità spinale e riabilitativa dell' Ospedale Sacro Cuore di Negrar, guidata dal dottor Renato Avesani, e alla facoltà di Scienze motorie dell'Università di Verona con il professor Paolo Olivato, partecipa al nostro progetto, che è unico al mondo, anche l'Ospedale di Malcesine. Da qualche mese oltre ai J24 disponia mo di un Proteus 90, un cabinato a vela costruito con compositi avanzati che può tenere il mare senza problemi anche con vento di 37 nodi e onde alte quattro metri. All'attività partecipa anche la campionessa di Castelletto Federica Salvà che svolge duplice ruolo di istruttrice e di tattico in regata.»
«Utilizzare lo sport della vela in ambito riabilitativo ha grandi potenzialità non solo per pazienti paraplegici ma anche per chi è stato colpito da poliomielite e da sclerosi multipla» assicura il dottor Bruno Danzi, responsabile della divisione di recupero e rieducazione funzionale dell'ospedale di Malcesine, unica struttura in Italia specializzata nella cura post polio «c'è anche la possibilità di allargare la collaborazione scientifica a livello internazionale; collabora con la nostra struttura, tra gli altri, il professor Lauro Halstead dell'Università di Washington, (l.b.)
Vittoria In Regata Per "eos-la Vela Per Tutti" Ed i Ragazzi Del San Bernardino Di Chiari 2006/03/27 14:20
LA REGATA PORTA IN BARCA UN AMICO
LANCIA LA CAMPAGNA "NO PARA-SI OLYMPIC"
VITTORIA IN REGATA PER "EOS-LA VELA PER TUTTI" ED I RAGAZZI DEL SAN BERNARDINO DI CHIARI
Gargnano (Brescia). "Porta in barca un amico ricordando di Pam e Michele Dusi" ha chiuso il primo week end di eventi di "Navigando nel grande mare...", incontro dedicato alla vela terapia, ospitato nelle località gardesane della Riviera di Limoni, organizzato dal Circolo Vela Gargnano in collaborazione con la Canottieri Garda Salò. Dopo il seguitissimo convegno "10 anni di chiacchiere e non solo" le cui conclusioni sono state fatte dal Ministro del Welfare Roberto Maroni e dal Direttore del dipartimento della famiglia e responsabilità sociale dello stesso Ministero, Giovanni Daverio, nella giornata successiva vari equipaggi si sono affrontati in regata. La due vittorie più significative sono andate ad "Eos la vela per tutti" di Castelletto di Brenzone con a bordo l'animatore Giacomo Murari Bra, un gruppo di fisioterapristi (con alcuni pazienti) che lavorano con l'Ospedale Sacro Cuore di Negrar-Verona, e al team dei ragazzi dell'Istituto Scolastico San Bernardino di Chari (Brescia) che avevano come skipper il plurititolato campione del lago d'Iseo, Elio Sina. L'equipaggio che comprendeva il loro insegnate Luca Porro era composto da Riccardo Paganotti, Fabio Bergamaschi, Nicola Ranghetti. I ragazzi di Chiari (le cui iniziative in ambito sportivo e sociale erano state presentate durante il convegno dal direttore Don Antonio Ferrari) hanno preceduto le barche della classe Dolphin Mr che rappresentavano il Segretariato Sociale della Rai (skipper Zamboni-Pellegrini), il Ministero del Lavoro (skipper Laura Galbiati ed Elena Reboldi), "Hyak", progetto per la salute mentale promosso in collaborazione con l'Azienda ospedaliera di Desenzano del Garda animato dai dottori Nobili e Ambrogio. La classe Protagonist ha visto il successo di "Avec Plasir" dell'Associazione vela Crema davanti allo scafo che aveva a bordo il famoso pianista bresciano Daniele Alberti. Altri progetti in gara erano Ben Leva Onlus, l'Assessorato ai servizi sociali di Calcinato, l'Associazione culturale Soldano, Sostegno 70 del San Raffaele di Milano, Vela Insieme di Milano, i Cps di Salò e di Chiari, infine le troupe televisive di Antenna 3, Telelombardia, Canale Italia, Teletutto e Telenord Brescia.
Nell'occasione è stata lanciata la campagna "No Para, Si Olympic" per una manifesazione olimpica unica senza distizioni tra atleti normodotati e disabili. "Navigando 2006" proseguirà nel prossimo week end con la "Olympic Cup" riservata agli skipper della Paralimpiadi in programma a Salò per l'1 e il 2 aprile. "Navigando..." gode del patrocinio del Ministero del Lavoro, del Segretariato Sociale della Rai, del Consiglio della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia (Ass. Turismo e Sport), del consorzio "+39" di Coppa America.
Un Campionato Di Vela Aperto A Tutti 2005/05/19
La classe J24 apre il suo Campionato Nazionale Open
anche a due equipaggi formati da portatori di handicap
Una settimana di sole, mare e vento, quella dal 24 al 28 maggio prossimi a Cervia. Lo sperano molti velisti italiani e stranieri della classe J24, un'imbarcazione monotipo famosa in tutto il mondo sulla quale sono passati i più grandi timonieri olimpici come Francesco De Angelis, skipper di Luna Rossa e campione europeo sul J24. L'occasione è la più importante manifestazione velica dell'anno nel mondo della vela internazionale, ospitata a Gaeta lo scorso anno e a Porto Rotondo nel 2003, il Campionato Nazionale Open del Circolo Nautico "Amici della Vela" di Cervia, dove arriveranno i nomi più quotati del mondo della nautica: dal vincitore dello scorso anno, il finanziere Andrea Casale, da Genova, all'ex campione europeo Luigi Ravioli, direttamente dall'Isola Maddalena, in Sardegna, Pasquale Mario Di Fraia, molto forte con il vento sostenuto, Elio Cavallo, dal Circolo di Bellaria, uno dei più forti tra i locali, il cesenate Massimo Magnani su Capitan Nemo, il romano Nocera su Ginger'up, il toscano Maremmani sull'Allegro Bevitore e Cruciani e Mariotti, direttamente dall'Argentario, su Avoltore.
"Erano sei anni che cercavamo di portare a casa questo evento - ha affermato il presidente del Circolo Nautico, Massimo Zoli - e finalmente ce l'abbiamo fatta. E' stata una vittoria in sinergia con la città di Cervia. Le capacità tecniche ed organizzative del Circolo hanno sposato l'accoglienza e la tradizione di Cervia come città ospitale in grado di supportare l'afflusso di persone per un evento simile. La strategia del Circolo sta proprio nel portare a Cervia eventi che abbiano risonanza sia sul paino sportivo che su quello turistico.". Saranno infatti più di 4 mila le presenze nella settimana della manifestazione, segno tangibile della validità del turismo nautico.
"E' senz'altro un'operazione importante per il turismo cervese - ha detto l'assessore al turismo Nevio Salimbeni - il turismo nautico non è più di nicchia e dobbiamo recuperare le posizioni perdute rispetto ad altre località. Il nostro mare, grazie al Circolo Nautico, finalmente torna ad essere protagonista.".
Ma non basta. Parteciperanno al Campionato Nazionale J24 anche due equipaggi formati da disabili, supportati da General Cargo. Gli equipaggi fanno parte di due associazioni diverse: l'Associazione Italiana Persone Down di Pisa con la barca Bandabassotti ITA 46; l'EOS "Michele Dusi" La Vela per Tutti di Verona sulla barca Enjoy with EOS ITA 347.
Si svolgeranno tre prove al giorno (mercoledì, giovedì e venerdì), il sabato saranno recuperate le eventuali prove non eseguite a causa del tempo. Il percorso è a bastone e le due boe disteranno 1,2 miglia marine (pari a 2 Km).
Avanza l'idea di Michele Dusi
di Giacomo Murari Brà
In una realtà fervida che nell'estate del 2003 ha visto anche lo svolgimento della manifestazione Garda x tutti, la vela senza barriere - a cura dell'Associazione Culturale e Polisportiva Fior d'Olivo - particolarmente bella e significativa ci sembra l'esperienza dell'Associazione EOS, di Castelletto di Brenzone (Verona), che sempre sul Garda già da tempo è impegnata in ambito di vela accessibile alle persone disabili, oggi in collaborazione anche con la UILDM della città scaligera. Ce ne parla Giacomo Murari Brà , uno dei soci fondatori di tale associazione.
Mettete insieme la passione per la vela e la solidarietà ed avrete una delle tante associazioni del volontariato. Aggiungete la convinzione che l'uso della barca a vela possa avere una funzione riabilitativa sui disabili fisici (paraplegici, tetraplegici, poliomielitici) ed avrete EOS.
La convinzione che l'uso della barca a vela fosse riabilitativo era di Michele Dusi , compianto presidente dell'Associazione che l'aveva sperimentato di persona, essendo velista e paraplegico. Fu lui infatti che, da disabile, si batté per la sua idea, riuscendo a coinvolgere amici e personale medico e paramedico riabilitativo, tanto che, oggi, la vela è riconosciuta come strumento per la riabilitazione dall'AULSS 22 e quindi dagli ospedali di Malcesine e di Negrar, presso il Lago di Garda. Ed è per questo che la Regione Veneto, la Fondazione Cassa di Risparmio, il Banco Popolare di Verona e Novara, il Comune scaligero e ultimamente anche l'Unicredit hanno elargito dei fondi per l'acquisto e la manutenzione delle barche (attualmente due sono di proprietà di EOS e altre due di due soci fondatori), oltre che per le spese mediche e paramediche. L'Associazione, oltre che dei soci, si avvale anche dell'opera di altre persone, volontarie e non, che collaborano per far sì che i disabili (attualmente dodici, tredici) possano usare le barche non solo come strumento riabilitativo (allo scopo sono destinati due giorni alla settimana con la presenza del personale paramedico), ma anche in modo ludico e agonistico, altrettanto utile sia per i disabili che per tutti gli altri.
EOS partecipa a molte regate che si svolgono sul Garda e ne organizza una, in particolare, che è il Memorial Michele Dusi , svoltosi l'estate scorsa nelle acque antistanti il Circolo Nautico di Castelletto di Brenzone, sede operativa dell'Associazione. Altro corollario delle attività è il coordinamento e la collaborazione con altre associazioni, sia dal punto di vista riabilitativo che da quello socio-solidaristico per la promozione delle varie problematiche connesse alla disabilità. Nella fattispecie, mentre si cercano fondi per dotare i natanti della presenza di un medico (attualmente solo nei momenti riabilitativi c'è il personale paramedico e ciò non basta), si sta altresì tentando di organizzare una tavola rotonda sugli effetti dell'attività ludico-sportiva nella riabilitazione dei disabili fisici, anche in collaborazione con altre associazioni. E tra queste vi è anche la UILDM di Verona della quale EOS, tramite alcuni fisioterapisti, sta coinvolgendo da qualche tempo alcuni soci, per estendere a tutti, nel senso più ampio della parola, l'attività della vela.
E' quasi superfluo aggiungere che EOS guarda soprattutto al mondo dell'imprenditoria veronese, per trovare contributi economici e organizzativi utili ad avviare progetti mirati nel settore descritto.
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell' Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
04/09/2002 - EOS la vela per tutti
GARGNANO (Lago di Garda). La “100 Week Ras Cup Internazionale” riservata alla flotta dei “J 24” si chiude domani (giovedì) con la “Eos Cup”.
“Eos-la vela per tutti” è una associazione non profit guidata da Michele Dusi. Collabora con la Facoltà di scienze motorie dell'Università di Verona, lo Yacht club Verona, il Circolo Nautico Brenzone, soprattutto un gruppo di fisioterapisti dell'ospedale Sacro Cuore di Negrar e più recentemente con quello di Malcesine.
Questi “neo” velisti hanno inizialmente partecipato ad un corso vela sperimentale riservato ad allievi tetraplegici.
Le lezioni teoriche si sono svolte nella sede dello Yacth Club Verona, mentre per le uscite in barca è stata utilizzata la base a Castelletto, sede del circolo di Brenzone. «Le lezioni sono state tenute da un grande campione della vela, il trentino Gianni Torboli», spiega il promotore Michele Dusi, «il quale oltre ad essere uno sportivo dall'eccezionale palmares - ha al suo attivo un titolo mondiale e la partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 in equipaggio con i fratelli Celon e l'ultimo Giro d'Italia in vela- è una persona di grande umanità. Quando gli abbiamo chiesto di partecipare all'iniziativa ha aderito senza pensarci un attimo».
I quattro allievi, di cui tre donne, che hanno partecipato al primo corso, utilizzando uno speciale sedile che ha consentito loro di muoversi in sicurezza sull'imbarcazione.
«Questa attività ha anche finalità riabilitative- continua Dusi -io stesso dopo l'incidente che mi ha privato dell'uso delle gambe ho avuto grandi benefici praticando la vela».
E dopo la flotta dei “J 24” è arrivato un bellissimo cabinato della serie “Proteus 90” grazie al contributo della Fondazione della Banca Popolare di Verona. La carena è firmata come uno dei grandi maxi della Centomiglia, da Umberto Felci, il giovane progettista che già si era occupato di barche per disabili, firmando il “2.4 Stazza internazionale” tutto italiano, destinato alle regate delle Paralimpiadi, grazie al finanziamento del Rotary International.
Sul “Proteus 90” che sarà in gara nella regata di sabato prossimo ci sarà un'altra gloria della vela gardesana, la due volte olimpica Chiccà Salvà, nuova istruttrice e testimonial di questa iniziativa.